I produttori di stoccafisso del nord instaurarono col tempo stretti legami con gli abitanti e i commercianti di Bergen che gradualmente subentrarono alla posizione dominante della Lega dell'Ansa. Le città anseatiche e i Paesi Bassi erano a lungo stati i principali mercati dello stoccafisso proveniente dal nord e destinato all'Europa occidentale, così come per i prodotti provenienti da sud. Nel corso del XVII secolo Amsterdam diventò il principale centro marittimo e metropoli dello stoccafisso d'Europa. Il fatto che lo stoccafisso in Italia spesso venisse chiamato lo stoccafisso di Brema e olandese ha origine dai mercati da cui gli italiani lo importavano.
Un boom delle attività
Nel decennio del 1740 iniziò un boom delle attività legate alla pesca. L'esportazione dello stoccafisso triplicò negli anni fino alla fine del secolo. I prezzi contenuti dei Paesi Bassi portarono all'avvio dell'esportazione verso l'Italia. Nel 1795 il 27 per cento dell'esportazione totale era diretta verso l'Italia e il 12 per cento verso la Francia. Intorno al 1800 all'incirca la metà dell'esportazione era destinata ai paesi del Mediterraneo e solo un quarto ai Paesi Bassi.
I mercanti di Bergen persero il monopolio
Intorno al 1800 il "jektefart" diretto a Bergen rivestiva ancora un ruolo centrale, ma nel corso del XIX secolo i commercianti di Bergen persero il monopolio sul commercio del pesce proveniente dalla regione del Nordland che in pratica avevano detenuto in passato. Trondheim divenne nuovamente un importante porto per lo stoccafisso.
Subentrò un nuovo sistema di commercio: una classe emergente costituita da proprietari di villaggi di pesca locali che affittavano alloggi e rastrelliere per l'essiccazione del pesce a pescatori provenienti da altre zone e da commercianti locali che disponevano di stazioni commerciali in punti strategici lungo la costa.
Di grandi imbarcazioni specializzate
Il "jektefart" per lungo tempo si servì di grandi imbarcazioni specializzate dotate di vele quadre. La pesca del merluzzo artico nelle Lofoten avveniva a bordo di tradizionali imbarcazioni aperte di origine antica. Ma nel corso del XX secolo sia le "jekt" che le imbarcazioni tipiche del Nordland vennero gradualmente sostituite, le prime con cutter e iolle e le seconde con semali.
30.000 pescatori venivano ogni anno
La pesca alle isole Lofoten ha rappresentato da sempre la grande pesca del nord. Fino al 1910, fatto salvo per qualche eccezione, giungevano alle Lofoten oltre 20.000 pescatori. Negli anni del boom, tra il 1880 e il 1900, il numero si aggirava intorno ai 30.000. Anche i periodi di crisi negli altri settori dell'economia contribuirono ad un aumento del numero di pescatori che partecipavano alla pesca delle Lofoten. Tra il 1930 e il 1940 e agli inizi degli anni 50, la pesca registrava intorno alle 20.000 presenze, ma a partire dal 1954 il numero è calato drasticamente e da allora ha continuato a diminuire.
Le migrazioni del merluzzo artico
Le migrazioni del merluzzo artico non sono semplici da prevedere e le aree dove si concentra il maggior numero di pesci sono sempre state soggette a grandi variazioni. Quando il pesce si concentrava nelle zone più interne delle isole Lofoten, allora la pesca era spesso scarsa a Røst. Mentre al contrario, quando il pesce si concentrava principalmente nelle acque intorno a Røst, era qui che la pesca principale si svolgeva, a discapito delle acque più interne delle Lofoten.
Amund Helland scrive di Røst nella sua opera Norges Land og Folk [La terra e il popolo norvegese] intorno al 1908:
Importanti e prima ricchi villaggi di pesca, come per esempio Henningsvær, sono in calo e gli alloggi dei pescatori vengono demoliti e trasferiti quando il merluzzo artico, anno dopo anno, arriva in quantità così modeste nei punti di pesca del villaggio, e il pescatore preferisce Røst.
Ricordi degli inizi del 1900
A Røst si trovano ancora i moli risalenti al periodo di intensa attività di pesca degli inizi del 1900 circa, quando iniziò il boom della pesca per l'isola. I classici edifici sul mare di Kårøya ne sono un buon esempio.
Røst rappresenta uno dei bastioni dei pescatori costieri della Norvegia. Durante la stagione di pesca ancora oggi le imbarcazioni abbondano nel porto. Ma nell'epoca di maggior splendore vi era davvero tanta gente nella piccola isola di Røst. Nel 1904 vi si contarono addirittura 2100 pescatori durante la pesca del merluzzo artico.
Testo tratto dal libro: Elisabeth Johansen, Anne Cecilie Pedersen, Einar Stamnes Tørrfisk – kystkultur, kokekunst, Querini Orkana 2018
Bibliografia:
Helland, Amund. (1908) Norges land og folk : topografisk-statistisk beskrevet : topografisk-statistisk beskrivelse over. 18 D. 4 : Nordlands amt Salten og Lofoten og Vesteraalen Fogderi. Kristiania: Aschehoug
Tande, Thorvald sr. og Thorvald Tande jr. (1986) Norsk tørrfisknærings historie. Norges tørrfiskeksportørers forening
Traduzione di Enrica Sollaino / Itra språktjenester på italiensk
Illustrazioni:
"Jekt" (piccola imbarcazione a vela monoalbero) con carico di stoccafisso, fotografia di: Th. Iversen, Norsk folkemuseum / Public Domain
Dipinto di Fredrik Sørvig, 1866, "jekter", Porto di Bergen,
http://prosjektbryggen.no/bryggenleksikon/jekt/
Røst intorno al 1900, fotografie di: Nordlandsmuseet


















